Negli ultimi anni ci siamo trovati più volte a supportare aziende nel delicato processo di valutazione preliminare all’acquisizione di un brand. Si è trattato di esperienze complesse, ma estremamente stimolanti, che ci hanno permesso di mettere alla prova le nostre competenze in contesti ad alta intensità decisionale e in mercati molto specifici.
L’obiettivo di queste ricerche è sempre stato chiaro: stimare la rilevanza del brand nel mercato di riferimento. Non si trattava di una semplice analisi dei parametri di notorietà o di immagine, ma di valutare nel concreto la capacità del brand di generare valore in termini di posizionamento competitivo e potenziale di sviluppo.
Il nostro lavoro sul campo si è poi integrato con le analisi economico-finanziarie e strategiche condotte da altri attori coinvolti. In questo senso, la sfida si è giocata su due piani distinti ma interconnessi.
La prima sfida è stata metodologica: fornire dati affidabili e rilevanti in contesti spesso di nicchia, con logiche di business molto specifiche. In questi casi, la nostra capacità di entrare rapidamente e in profondità nei mercati di riferimento ha fatto la differenza.
Occorreva infatti identificare e misurare la forza del brand rispetto agli aspetti rilevanti del mercato di riferimento: la corretta identificazione del competition set, la qualità delle relazioni / reti commerciali, il presidio di tutte le fasi del customer journey, l’unicità del posizionamento, ecc. Tutti elementi che richiedono un’analisi mirata, molto sensibile alle specificità del contesto.
La seconda sfida è stata relazionale e organizzativa: inserirsi in gruppi di lavoro eterogenei, composti da soggetti con competenze molto diverse — tecniche, strategiche, finanziarie — e con livelli decisionali molteplici: fondi, proprietà, top management, advisor.
In questi contesti, non basta essere bravi. Serve un approccio collaborativo, una grande capacità di ascolto e la predisposizione a creare connessioni con gli altri saperi in campo. Il valore della nostra analisi dipendeva anche dalla nostra capacità di lavorare insieme agli altri. Alla fine questo si è rilevato rilevante e arricchente.
Raccontare un brand significa attraversarlo, interpretarlo, metterlo in relazione con il mercato e con le aspettative dei suoi stakeholder. E farlo in un contesto in cui ogni dato può fare la differenza tra una scelta d’investimento e un passo indietro è un esercizio tanto delicato quanto affascinante.
È un lavoro che richiede rigore, sensibilità e metodo. Ma soprattutto, passione per non fermarsi alla superficie.